The conductor’s madeleine: Uomini fuori dal coro

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Questa volta noi di Koral la madeleine l’abbiamo offerta a Roberto Forrer, membro e segretario del Coro S.Ilario, storica ensemble maschile di Rovereto. Quando gli abbiamo chiesto di parlarci del suo coro, ha scelto di farlo attraverso un pezzo di Silvia Allegri, autrice del libro che li racconta “UOMINI FUORI DAL CORO l’avventura musicale (e non) del coro S. Ilario”, edito dalle Edizioni Osiride di Rovereto TN, con prefazione di Antonella Ruggiero. Si parte descrivendo la sede del coro per parlare dell’esperienza umana del cantare insieme e della bellezza che ne scaturisce. Ringraziamo Roberto per la sua disponibilità e con lui il presidente del coro, Andrea Marocchi, per portare avanti con grande passione questa bellissima espressione di coralità.


“Via della Terra 52, primo piano. Dopo una rampa di scale scarsamente illuminata e separata dalla strada da un pesante portone si entra nella sede del Coro S.Ilario.

Ci si ritrova in una stanzetta che somiglia a un bar: un bancone, lunghe file di bicchieri e bibite, alcuni tavolini e sedie. Luogo ideale per bere un bicchiere, fare una partita a carte, tirare finalmente il fiato dopo una giornata di lavoro. La sala successiva ospita un armadio dove riporre cappotti e divise, e dove sono custoditi i Cd, gli album fotografici, mentre dalle pareti i numerosi poster e manifesti ricordano le tappe importanti del Coro, in giro per la regione, per l’Italia, per l’Europa. In fondo, uno spazio perfetto per le riunioni. Proprio intorno a quel tavolo Marco Festi, Ettore Spagnolli e Alcide Piffer hanno iniziato a ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita del Coro S.Ilario, nel 1979. Proprio qui qualcuno ha raccontato con le lacrime agli occhi la sua felicità nel sentirsi parte del Coro, magari dicendo cose che pensava da anni. Ma l’occasione spesso si fa attendere.

Da una piccola porticina di questa stanza dei ricordi si accede al vero capolavoro della sede: la sala prove. Tutta in legno, calda e ospitale, con numerose sedie disposte intorno, una tastiera, i microfoni. Qui nascono i canti: qui vengono studiati, ripetuti, corretti, eseguiti decine e decine di volte, per arrivare a quella pulizia di esecuzione che permette al Coro di trasmettere emozioni. Ma la sede, in ogni sua parte, è anche qualcosa di molto più intimo. Un rifugio, un luogo nascosto. Anche se non sono mancati e non mancheranno i momenti conviviali, le aperture straordinarie per il pubblico, le cene con gli artisti di volta in volta ospitati a Rovereto, la sede è e resta quel luogo dove si arriva trafelati, ma dove si lasciano alle spalle preoccupazioni, pensieri negativi, dolori.

La sede del Coro S.Ilario (foto di Florio Badocchi).

La sede del Coro S.Ilario (foto di Florio Badocchi).

Qui si ritrovano i compagni di canto, ma anche compagni di vita, confidenti, amici. Pronti a offrire un abbraccio o una spalla nei momenti difficili, ma anche a festeggiare con un brindisi i traguardi raggiunti. Dal matrimonio al lutto, dal trasloco al cambio di lavoro, ogni occasione diventa momento da condividere. Si trova un compagno che sa ascoltare, che aiuta con un suggerimento a risolvere un problema di lavoro o una tensione in famiglia. C’è chi lo fa con slancio e scioltezza; c’è chi parla meno e manifesta poco ciò che prova. Tanto a parlare ci pensano gli oggetti: quei poster autografati appesi alle pareti, quei Cd incisi diversi anni prima ma ancora apprezzati dal pubblico, quelle fotografie, dove si riconoscono i visi dei compagni di canto andati, rimasti, appena arrivati. Ma soprattutto quelle sedie e quei tavoli, dove ci si è fermati magari fino a tarda notte per giocare a carte, o cantare, o festeggiare un compleanno.

011_9285 foto Florio Badocchi

Di certo qui c’è posto per tutti. E quella solidarietà, quel legame profondo che unisce gli uomini dentro e fuori dal coro trova la massima libertà di espressione in questa sede. Che come una casa è ospitale e calda. E offre un sicuro riparo da occhi indiscreti. Quei momenti trascorsi in sede diventano così, al di là del canto, un ricordo prezioso che ognuno conserva con gelosia nel profondo dell’anima.

E passo dopo passo qui nascono e si rafforzano quelle amicizie che dureranno per sempre, quella complicità che diventa il segreto del Coro S.Ilario, anche sul palcoscenico.”

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