OpenUp Music: la musica accessibile a tutti

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Koral vi presenta OpenUp Music, un progetto nato per permettere a ragazzi con disabilità di prendere parte ad un’orchestra. Come? Sviluppando strumenti e repertori accessibili, mettendo alla prova le aspettative di ognuno e soprattutto esplorando nuovi modi di fare grande musica.

Prende vita 4 anni fa a Southmead, vicino a Bristol, in Gran Bretagna, la South West Open Youth Orchestra,  l’unica orchestra regionale giovanile composta unicamente da persone disabili. Per i ragazzi tra gli 11 e i 25 anni coinvolti nel progetto, gli strumenti tradizionali non erano mai stata un’opzione, mentre grazie a OpenUp possono finalmente esprimersi con qualunque parte del corpo, occhi compresi. Il successo ha generato un movimento, quello delle Open School Orchestras: qualunque centro, associazione o scuola, può proporre in tutta autonomia quest’esperienza musicale ai propri ragazzi grazie ad pacchetto fornito da OpenUp comprensivo di materiali, training e di contatti con altre scuole. L’approccio pedagogico che ne è alla base vuole essere infatti accessibile e facilmente trasferibile da soggetto a soggetto, per permettere anche agli insegnanti di trovarsi pienamente a proprio agio nella gestione di questo tipo di orchestra. Il progetto OpenUp inoltre, si basa su consistenti evidenze scientifiche, raccolte grazie ad un complesso sistema di valutazione messo a punto insieme al Special Schools and Music Education Hubs con lo scopo di determinare l’impatto del progetto. Il sistema utilizzato si presta ad essere adattato a differenti formati di analisi tra i più conosciuti, tra cui SDAN, Arts Award, Apt Awards, Sounds of Intent.

Nei tanti video di presentazione raccolti sul sito di OpenUp Music sono soprattutto i volti dei giovani musicisti a parlare e a raccontare come finalmente sia possibile anche per loro fare musica. Tra loro c’è Bradley, ventunenne affetto da una paralisi cerebrale che non gli permette di usare né braccia né gambe, alle prese con una suona una chiarina, una piccola tromba, che suona con gli occhi grazie a un sintetizzatore. Bradley  segue un oggetto sullo schermo e contemporaneamente viene emessa una nota che cambia appena sposta lo sguardo, così che il suo brano possa arricchirsi di tante tonalità diverse.

Per Benn, che muove le dita a fatica, c’è il “Linnstrument”, una tastiera sofisticatissima, che funziona come uno strumento a corda, e dove ogni tocco del dito viene percepito in cinque modi diversi.

Infine George, che, come Bradley, suona una chiarina usando i movimenti della testa anziché lo sguardo grazie ad un sensore ad infrarossi con il quale controlla lo strumento musicale. “Mi piace fare parte dell’orchestra – racconta – provo fortissime sensazioni di libertà e di appartenenza che mi rendono felice. Incontro un sacco di nuove persone. La disabilità non dovrebbe mai impedire a nessuno di godersi la musica e di suonarla”.

E la musica si sa, anche quando è suonata dai più piccoli, può arrivare lontano: l’orchestra, nonostante i pochi anni di attività, si è infatti già esibita a Westminster, alla Camera dei Comuni, nella cattedrale di Bristol e sul terzo canale della BBC, guardata da milioni di persone.

The South West Open Orchestra

La “South West Open Youth Orchestra” (Foto Paul Blakemore)

Aspettando nuove applicazioni tecnologiche che rendano ancora più accessibile anche il canto di gruppo, invitiamo chiunque volesse replicare questa esperienza e farla propria, a scrivere al team di OpenUp che proprio in questo momento è alla ricerca di nuovi musicisti e appassionati!

Fonti: Avvenire.it

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